Dagli abiti-scultura di Roberto Capucci alle armature dei samurai della Collezione Stibbert. Mostra a cura di Cristina Aschen Green Piacenti allestita presso il Filatoio di Caraglio. Orario di apertura: da giovedì a sabato 14.30-19.00, domenica e festivi ore 10.00-19.00. Chiusura biglietteria ore 18.30. Fino a venerdì 16 gennaio 2009. La mano dell’uomo può fare terribili danni ma anche opere di rara bellezza con le lavorazioni più raffinate e sofisticate. I momenti più cupi nella storia dell’uomo sono sicuramente le guerre che hanno segnato ogni era, ma anche in queste tragedie la rappresentazione e l’ornamento sono stati elementi essenziali e determinanti per la disciplina, per distinguere il livello ed il grado sociale e di potere, la provenienza familiare, l’indole.
Immaginazione e fermezza sono due caratteristiche che avvicinano il lavoro degli abiti-scultura di Roberto Capucci alle armature dei samurai dal XVI al XVIII secolo. Due superbe espressioni di creatività e fantasia accomunate dalla severità e dal rigore proprie di un animo guerriero: Capucci come un samurai, severo con se stesso e insieme aperto agli stimoli più azzardati dell’immaginazione, come l’artigiano-armaiuolo giapponese nel Settecento, che libera la fantasia lasciandola scivolare sulla rigida corazza e sul temibile casco che sta forgiando.
La mostra sarà allestita accostando abiti provenienti dalla Fondazione Capucci alle armature e agli accessori militari giapponesi custoditi nell’importante collezione del Museo Stibbert di Firenze.
Info: Associazione Culturale Marcovaldo tel. 0171.618260

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